DON GENTILI (CEI): SPOSI E SACERDOTI SAPPIATE OSARE CON GRATUITÀ NEL VOSTRO IMPEGNO PER LA FAMIGLIA

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«Sappiate osare, come ci suggerisce Papa Francesco. Rispondete con generosità e coraggio alla domanda del Maestro “Quanti pani avete?” (Mc 6,38), superando la tentazione di credere nelle sole vostre forze».

È uno dei passaggi forti della intensa e affettuosa lettera che don Paolo Gentili – direttore dell’Ufficio Famiglia della Cei (la Conferenza episcopale italiana – ha inviato ai circa 600 responsabili italiani di Incontro Matrimoniale, riuniti da ieri sera a Sacrofano (Roma) per l’incontro di inizio anno (Leadership).

Don Gentili ha scritto al Team dei responsabili nazionali uscenti (Imelda e Gianfelice Demarie con don Antonio Delmastro) e al nuovo Team (Noela ed Ezio Frison con don Arturo Cecchele) che proprio a Sacrofano hanno preso la guida dell’associazione ecclesiale e ai quali va il “benvenuto a bordo” del responsabile Cei. È proprio vero che «oggi, più importante di una pastorale dei fallimenti è lo sforzo pastorale per consolidare i matrimoni e così prevenire le rotture» (Amoris Laetitia, 307), aggiunge don Paolo. «Si tratta allora di costruire insieme una Chiesa fatta dei mattoni della gioia, capace di uscire dalle sagrestie per portare la buona notizia a chi è sfiduciato. Come ci indica Papa Francesco, «molte volte abbiamo agito con atteggiamento difensivo e sprechiamo le energie pastorali moltiplicando gli attacchi al mondo decadente, con poca capacità propositiva per indicare strade di felicità» (AL 38).

«L’Amoris Laetitia – incalza ancora don Gentili – ci mette però in guardia dai rischi di una idealizzazione eccessiva. Dio infatti ha scelto di consegnare il tesoro della Grazia del sacramento delle nozze nella fragilità di vasi di creta (cfr. 2Cor 4,7): un uomo e una donna che, restando umani, si promettono il per sempre, che di per sé è una caratteristica divina. Questo è il miracolo del matrimonio cristiano! La Grazia del sacramento si innesta in un amore che non perde alcuna delle sue caratteristiche umane. La gioia della vita coniugale e del compito genitoriale la troviamo depositata tra le fatiche quotidiane per tenere unita la famiglia, l’ansia per la salute di una persona cara, il dramma della perdita del proprio impiego o di un lavoro che fagocita le relazioni parentali.

Si tratta dunque di “andare avanti”, come Papa Bergoglio – proprio il 10 settembre dell’anno scorso – esortò a fare i responsabili di Incontro Matrimoniale che parteciparono all’Udienza giubilare in Piazza San Pietro. «Bellezza e gioia in famiglia si coniugano con la parola gratuità – conclude don Paolo Gentili -. È l’orizzonte del dono di sé che si spalanca quando dici le parole «quanto ti amo» al tuo coniuge o ai tuoi figli, scoprendo che «le gioie più intense della vita nascono quando si può procurare la felicità degli altri, in un anticipo del Cielo» (AL 129). Molti fra voi hanno fatto concretamente questa esperienza e, vivendo in stretta comunione fra presbiteri e sposi (come la vostra esperienza insegna), possono portare a tanti giovani che hanno il desiderio di “fare famiglia” la buona notizia».