Il Papa e il week-end

Fervono i preparativi per l’incontro con Papa Francesco il prossimo 10 settembre. Non solo tecnici e organizzativi. Ma anche di contenuto. Intanto possiamo dire che siamo in sintonia e in buona relazione con la Amoris Laetitia. Sapete perché?
Nel leggere l’esortazione apostolica di papa Francesco che conclude i due Sinodi sulla Famiglia, siamo stati colpiti da quanti punti di contatto ci sono fra il nostro weekend sposi e questo documento del Papa.
Intanto sottolineaimo tre novità che percorrono trasversalmente tutta l’esortazione: il Papa parla più di coppia che di famiglia; il We è infatti nato dalla constatazione che la relazione di coppia condiziona tutta la famiglia; parla di rispetto della coscienza, meglio se formata, e di discernimento più che di rispetto delle regole; accoglie tutti ed è aperto ai cambiamenti ed a possibili future riflessioni.
Se poi vogliamo fare un parallelismo tra quanto scrive e il nostro weekend viene il dubbio che lo conosca molto bene, tanto da pensare che vi abbia partecipato. Proviamo a leggere insieme l’esortazione post-sinodale. I sentimenti (punto 145):

«Provare un’emozione non è qualcosa di moralmente buono o cattivo per se stesso. …quello che è bene o male è l’atto che si compie… Credere che siamo buoni solo perché proviamo dei sentimenti è un tremendo inganno».

(punto 139):

«… riconoscere i cattivi sentimenti che potrebbero emergere e relativizzarli affinché non pregiudichino la comunicazione».

Ci dice qualche cosa?
Proseguiamo nella lettura del documento post-sinodale. L’incontro con sè (punto 101):

«…chi è incapace di amare se stesso incontra difficoltà ad amare gli altri…».

Il dialogo (136):

«Il dialogo è una modalità privilegiata e indispensabile per vivere, esprimere e maturare l’amore nella vita coniugale e familiare. …Il modo di fare domande, la modalità delle risposte, il tono utilizzato… possono condizionare la comunicazione».

L’ascolto (137/8):

«Darsi tempo, tempo di qualità che consiste nell’ascoltare con pazienza ed attenzione… cercare di mettersi nei suoi panni e di interpretare la profondità del suo cuore…».

La relazione sessuale (152):

«La dimensione erotica dell’amore… come un dono di Dio che abbellisce l’incontro tra gli sposi…»; (154): «un atto coniugale imposto al coniuge senza nessun riguardo alle sue condizioni e ad suoi giusti desideri non è un vero atto d’amore…».

Insomma, è come se ritrovassimo un linguaggio comune, un’esperienza condivisa, un percorso davvero a noi “familiare”. Altri passaggi sono illuminanti in questa direzione. Per esempio, la gioia come risultato della decisione d’amare (al punto 126):

«La gioia matrimoniale, che si può vivere anche in mezzo al dolore – osserva Papa Francesco – è una necessaria continuazione di gioia e di fatiche, di tensione e di riposo, di sofferenze e di liberazioni…».

E la fiducia?

«La fiducia – si legge al punto 115 – rende possibile una relazione di libertà… l’amore ha fiducia,
lascia in libertà, rinuncia a controllare tutto, a possedere, a dominare».

Il sogno di Dio?

«… i due – ecco quanto viene riportato al punto 321 – sono tra loro riflesso dell’amore divino… pertanto voler formare una famiglia è avere il coraggio di far parte del sogno di Dio…».

Tutti questi aspetti hanno un fondamento robusto e una strada da seguire per non smarrirsi. Ecco il matrimonio sacramento (punto 72):

«Il matrimonio è una vocazione in quanto è una risposta alla specifica chiamata a vivere l’amore coniugale come segno imperfetto dell’amore tra Cristo e la Chiesa».

Ecco, ancora, la spiritualità matrimoniale e le «tre vie maestre» (ai punti dal 224 al 226):

«Ci vuole tempo per dialogare, per abbracciarsi senza fretta, per condividere progetti, per ascoltarsi, per guardarsi, per apprezzarsi, per rafforzare la relazione, per imparare a comunicare meglio… per sorprendersi insieme per i doni di Dio e alimentare insieme l’entusiasmo per la vita.».

Non basta. Leggiamo insieme ancora tre passaggi essenziali. Li troviamo al punto 322 («La fecondità matrimoniale comporta la promozione…») e al punto 323:

«È una profonda esperienza spirituale contemplare ogni persona cara con gli occhi di Dio».

E, ancora, al punto 221, dove Papa Francesco annota con grande respiro e profondità di veduta:

«La missione forse più grande di un uomo e una donna nell’amore è questa: rendersi a vicenda più uomo è più donna. Far crescere e aiutare l’altro a modellarsi nella sua propria identità. Per questo l’amore è artigianale».

Chiudere con questa definizione dell’amore ci sembra il modo più originale e più bello per dare a tutte noi coppie di Incontro Matrimoniale la voglia e l’entusiasmo di continuare su questo affascinante cammino.
G.S.M.